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Retrazione

La retrazione del capezzolo è il fenomeno nel quale il capezzolo inizia a premere verso l’interno del seno, cambiando quindi dalla normale posizione. In pratica vi è l’assenza di prominenza tipica del capezzolo, che anziché sporgere risulta essere ritratto.

Questa particolarità viene anche chiamata capezzolo piatto o capezzolo retratto, e può interessare solo un seno oppure entrambi. Bisogna fare attenzione a non confondere la retrazione del capezzolo con l’inversione, ovvero la condizione presente sin dalla nascita del capezzolo che non sporge ma risulta essere appiattito.

La retrazione del capezzolo ha svariate cause, alcune congenite e altre più frequenti acquisite, tra cui:

– Invecchiamento

– Ectasia duttale, una patologia non di origine tumorale del seno che consiste nella dilatazione di uno o più dotti galattofori

– Mastite, infezione della mammella che si presenta spesso durante l’allattamento

– Cancro al seno (in questo caso la retrazione del capezzolo è spesso associata a delle perdite di sangue o siero).

La retrazione del capezzolo di tipo congenito è frequentemente dovuta ai dotti galattofori che risultano essere troppo spessi o corti. I dotti galattofori sono dei condotti situati nel capezzolo, che raccolgono e trasportano all’esterno la secrezione lattea tipica del tessuto ghiandolare mammario.

Per effettuare una diagnosi di retrazione del capezzolo è consigliato fare una visita specialistica senologica, che generalmente prevede degli esami diagnostici come la mammografia o l’ecografia. In alcuni casi alla paziente viene anche prescritta la risonanza magnetica; in ogni caso se il medico sospetta la presenza di una forma tumorale prescriverà una biopsia.

Generalmente il capezzolo retroflesso non costituisce una condizione patologica di cui preoccuparsi, soprattutto se la retrazione si presenta solo quando il capezzolo è a riposo; in questo caso quando viene stimolato si estroflette, riprendendo una posizione normale.

Quando invece la retrazione risulta essere permanente, nei casi più gravi di retrazione o comunque quando la paziente prova un forte imbarazzo per questa condizione e teme che possa pregiudicare un possibile allattamento futuro, viene consigliato l’intervento di inversione del capezzolo.

Questa operazione chirurgica viene effettuata generalmente in regime di day surgery e dura circa 30 minuti, massimo 1 ora. Esistono svariate tecniche per correggere la retrazione del capezzolo, infatti spesso viene effettuata una resezione dei dotti retratti che causa una ridotta capacità di allattare.

Per fortuna al giorno d’oggi esistono anche tecniche meno invasive che garantiscono comunque la risoluzione del problema, e allo stesso tempo permettono di non compromettere l’aspetto funzionale. Una tecnica molto consigliata è quella di Skoog, che permette l’estroflessione del capezzolo senza ridurre la funzionalità dei dotti galattofori mammari.

L’intervento è piuttosto semplice e infatti prevede il ritorno della paziente alle normali attività praticamente da subito; dovrà solo stare attenta ad eventuali sforzi e a non praticare eccessiva attività fisica.

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