
La necrosi cutanea è un fenomeno che indica la morte di un gruppo di cellule o di un tessuto per motivi patologici, ed è causata da un insufficiente afflusso di sangue dalle arterie (cosiddetta “compromissione vascolare”), oppure da una eccessiva tensione dei lembi di cute.
E’ una complicazione che può avvenire, anche se molto raramente, a seguito di interventi di chirurgia estetica.
La necrosi cutanea si manifesta in questo modo: la zona di pelle oggetto della necrosi assume una colorazione violacea o bluastra e il paziente riferisce mancanza di sensibilità in quella regione, a volte preceduta da sintomatologia dolorosa. Successivamente la necrosi cutanea prende un colorito pallido, questo processo nasce solitamente nei primi 2 o 3 giorni dopo l’intervento.
In caso, come spesso avviene, la zona interessata sia coperta da bendaggio è difficile per i medici venire a conoscenza del fenomeno.
La necrosi cutanea può essere la conseguenza di un ematoma, ovvero di un sanguinamento notevole; chiaramente, l’ematoma deve essere immediatamente rimosso.
Si può procedere con alcune medicazioni specifiche per stimolare la formazione di nuovo tessuto cutaneo, ma non sempre questo avviene; nei casi più seri di necrosi cutanea si rende necessario un trapianto di cute nella zona interessata.
Se il trattamento della necrosi cutanea avviene celermente si può risolvere in modo del tutto soddisfacente; la prevenzione di questo fenomeno resta comunque la strategia migliore negli interventi di chirurgia estetica.
La modalità preventiva può essere messa in atto dai medici, sia attraverso la chiusura dei lembi di cute in modo che la pelle non sia mai troppo tesa, sia prevenendo o arrestando eventuali sanguinamenti della ferita in modo tempestivo.
E’ bene fare presente che i pazienti più a rischio di necrosi cutanea sono quelli diabetici, e i fumatori.
Per procedere alla diagnosi corretta, il medico dovrà inizialmente verificare se la zona cutanea lesa è oggetto di reale necrosi, o se si tratta invece di un ematoma.
L’ematoma, al contrario della necrosi, è dovuto a un’esagerata fuoriuscita di sangue che fa fatica a fermarsi al termine dell’intervento chirurgico, e si accumula nella zona del lembo. Per questo motivo dopo diversi interventi chirurgici di medicina estetica si lascia spesso un drenaggio, attivo almeno nei 2 giorni successivi all’operazione.
La necrosi è invece la distruzione del tessuto su cui è stato effettuato l’intervento, il motivo è la mancanza di circolazione sanguigna e quindi di ossigeno, dovuti a un esagerata rimozione o affinamento del lembo dermograsso da parte del chirurgo.
La necrosi in alcuni specifici casi può essere voluta, ed è il caso del trattamento estetico di peeling.
Si tratta di un trattamento mirato a rimuovere inestetismi cutanei come lentiggini, verruche, acne, rughe sottili, cheratosi attiniche, smagliature, dermatite seborroica, rosacea, e ipercromie cutanee.
La necrosi causata dal trattamento di peeling può essere di diversi tipi, a seconda della tipologia di peeling utilizzata (la classificazione va da “superficiale” a “profondo”). Può interessare solo l’epidermide o anche il derma papillare e/o reticolare.
