
Col termine drenaggio si intende in chirurgia un sistema o apparecchio che facilita la fuoriuscita di fluidi presenti all’interno dei tessuti, delle cavità naturali e delle strutture dell’organismo umano.
In chirurgia plastica ed estetica il drenaggio viene utilizzato spesso, in particolare negli interventi di mastopessi o mastoplastica (sia additiva che riduttiva), e ha lo scopo di facilitare la guarigione rendendola più rapida, oltre che evitare complicazioni post-operatorie.
I drenaggi infatti contribuiscono alla fuoriuscita di liquidi (ad es. siero, sangue, linfa, secrezioni intestinali, bile, pus) dalla zona in cui si è intervenuti chirurgicamente. Tali liquidi, senza l’opportuno drenaggio, potrebbero ristagnare se non eliminati velocemente, causando infezioni locali; inoltre possono ritardare la guarigione dei tessuti e ostacolarne la cicatrizzazione.
Esistono diversi tipi di drenaggio, a seconda della zona da trattare e dell’intervento eseguito.
A seguito di un intervento di mastopessi o mastoplastica, sia additiva che riduttiva, l’equipe medica valuterà se occorre inserire un drenaggio; infatti permette la fuoriuscita di sangue, liquidi o siero, che senza il drenaggio potrebbero accumularsi all’interno del seno.
In genere, nelle pazienti che si sottopongono per la prima volta ad un intervento di mastoplastica additiva, viene raramente posizionato un drenaggio; invece, chi si sottopone ad interventi di mastopessi o mastoplastica riduttiva può incorrere più facilmente in questa procedura medica.
Il drenaggio, in questi casi, ha lo scopo di evitare l’accumulo di sangue, di fermare eventuali emorragie, e proteggere i punti di sutura. Un’altra conseguenza del mancato drenaggio, laddove si renda necessario, è di far gonfiare il seno e rallentare la guarigione.
Va tenuto presente che la presenza di drenaggio a seguito di mastoplastica o mastopessi non allunga il tempo di permanenza in ospedale della paziente, poiché viene rimosso solitamente il giorno dopo l’intervento.
Il drenaggio dopo interventi al seno è così costituito solitamente: vi è un tubo di drenaggio che è collegato, tramite prolunga, ad un contenitore a soffietto che esercita una blanda aspirazione.
A questo contenitore è collegata una sacca di svuotamento dove defluisce il liquido, e viene misurato con cadenza quotidiana.
La rimozione di tale drenaggio avviene quando il liquido raccolto nel contenitore sopra citato sarà inferiore ad un determinato quantitativo; ciò non è prevedibile e non dipende dalla procedura chirurgica in sé. Per questa ragione il drenaggio viene lasciato ad alcune pazienti solo per pochi giorni (per cui vengono dimesse dalla clinica senza), mentre ad altre viene lasciato anche dopo la dimissione. In questo secondo caso l’equipe medica spiegherà alla paziente come gestire il drenaggio a casa.
Il drenaggio viene utilizzato anche nell’intervento chirurgico di addominoplastica. Infatti dopo l’operazione vengono generalmente posizionati due tubi di drenaggio morbidi per far fuoriuscire all’esterno eventuali residui di sangue o siero.
Solitamente questi drenaggi utilizzati nell’addominoplastica vengono rimossi qualche giorno dopo l’intervento.
Saltuariamente è possibile l’uso di drenaggi anche nell’intervento di brachioplastica, detto anche lifting delle braccia. Questa operazione è utilizzata per rimuovere il fenomeno delle ali di pipistrello, e cioè la lassità cutanea delle braccia nella zona inferiore, dovuta generalmente a repentini cali di peso o invecchiamento.
