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Malformazione

La malformazione, in medicina, è un tipo di anomalia congenita che causa un difetto o un’anomalia nel corpo del bambino (più precisamente in un organo o una parte più estesa del corpo), e che si sviluppa durante la gravidanza.

Le cause delle malformazioni sono:

  • Problemi genetici
  • Anomalie cromosomiche
  • Esposizione a farmaci, sostanze tossiche e tossine durante la gravidanza

Esistono tantissimi tipi di malformazioni, in generale vengono classificate in due macro-categorie:

  • Malformazioni congenite strutturali: sono quelle in cui il bambino nasce con una malformazione in una parte del corpo, o con l’assenza della stessa. Ne sono esempi la palatoschisi, labioschisi (cosiddetto “labbro leporino”) la spina bifida, il piede equino, i difetti cardiaci.
  • Malformazioni congenite funzionali: è quando l’anomalia si presenta nella composizione chimica del corpo, che va a colpire il sistema immunitario, metabolico o nervoso. Tra queste tipologie troviamo la sordità, la cecità, l’ipotiroidismo, e la sindrome di Down.

La malformazione non è da confondere con la deformazione, che è un’anomalia della forma di una parte del corpo umano, dovuta a fattori meccanici o patologici, in ogni caso non congeniti come accade per la malformazione.

La chirurgia plastica ricostruttiva può essere una soluzione ottimale in alcuni casi di malformazione, e ha lo scopo di ripristinare le funzionalità della regione colpita, oltre che di ricostruirne l’estetica e la corretta simmetria.

Le malformazioni più comuni nelle quali si può ricorrere alla chirurgia plastica ricostruttiva sono la palatoschisi, la labioschisi, le malformazioni della mano, degli organi genitali, le malformazioni al padiglione auricolare e quelle cranio-facciali.

In particolare l’otoplastica è la procedura chirurgica che serve a correggere eventuali malformazioni del padiglione auricolare, e può essere sia mono che bilaterale.

Le malformazioni al padiglione auricolare possono essere asimmetrie dell’orecchio, difetti ai padiglioni o ai lobi, e le cosiddette “orecchie a sventola”, che non sono altro che una malformazione legata all’ampiezza del padiglione auricolare.

Fortunatamente quest’ultima anomalia non compromette la funzionalità uditiva del paziente, ciononostante le orecchie a sventola costituiscono un inestetismo molto diffuso, che crea notevole imbarazzo e disagio nel paziente.

L’otoplastica non lascia cicatrici visibili e conferisce risultati definitivi e permanenti nel tempo. L’intervento prevede piccole incisioni dietro l’orecchio, attraverso le quali si cerca di modellare l’orecchio, sia eliminando una piccola parte di tessuto sia riposizionando la cartilagine.

Tra l’altro l’intervento di otoplastica si può richiedere già a partire dai 5 anni di età, anche se l’età di partenza considerata ideale è generalmente l’adolescenza, almeno verso i 12 anni.

Infatti in questo periodo il paziente raggiunge uno sviluppo completo del padiglione auricolare, per cui il risultato dell’intervento risulta essere permanente.

L’otoplastica è una procedura chirurgica non dolorosa e avviene generalmente in anestesia locale. Il decorso post-operatorio non prevede particolari precazioni, se non proteggere le orecchie dal freddo e tenerle coperte con una fascia stretta contenitiva per circa due settimane dopo l’intervento, da indossare sia di giorno che di notte.

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