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Silicone (protesi)

Le protesi al seno in silicone vengono spesso utilizzate in ambito di chirurgia estetica, in particolare nella mastoplastica additiva, che è l’intervento chirurgico finalizzato all’aumento di volume del seno.

Va tenuto conto che la mastoplastica additiva è uno degli interventi più richiesti e diffusi al mondo, per quanto riguarda la chirurgia estetica della donna; la tecnologia si sta sempre più evolvendo e quindi anche le protesi al seno in silicone sono sempre più all’avanguardia.

Partiamo innanzitutto col dire che le protesi mammarie fanno parte dei dispositivi medici, e come tali sono regolamentate da specifiche leggi. Nell’ambito di queste normative le protesi mammarie vengono classificate nella classe 3, o terza, che comprende i dispositivi medici con la più alta classe di rischio prevista.

Tale particolarità fa sì che le protesi mammarie al silicone siano certificate con rigorosi controlli di qualità e produzione, ne esistono in particolare di tre tipologie:

- Protesi mammarie in gel di silicone

- Protesi mammarie con soluzione salina

- Protesi in idrogel

Le protesi mammarie in gel di silicone sono attualmente le più diffuse in Italia per la chirurgia estetica, vengono utilizzate ormai da più di 30 anni; in questo lasso di tempo è stato possibile analizzare con attenzione tutti i fattori di rischio. Per questo motivo sono le protesi che garantiscono migliori risultati estetici, oltre che con i più limitati fattori di rischio o complicanze.

Innanzitutto è bene ricordare che circolano falsi miti sulle protesi in silicone, ovvero che possano causare tumori o malattie autoimmuni. E’ ormai ampiamente dimostrato che le protesi al silicone non influiscono sulla nascita delle neoplasie, né tantomeno esistono prove che possano causare malattie autoimmuni.

Unica particolarità, le protesi al silicone possono rendere leggermente più complicate le indagini diagnostiche come la mammografia, ma al giorno d’oggi i tecnici radiologi esperti sono in grado di eseguire una mammografia con successo anche su pazienti con protesi al seno, semplicemente adottando adeguate manovre tecniche utilizzate in questi casi.

Le protesi di ultima generazione di silicone contengono un gel coesivo, piuttosto denso e consistente, e questo assicura una maggiore sicurezza in caso si verifichi la rottura della protesi.

Infatti, in quest’ultimo caso, il gel coesivo ha il vantaggio di non espandersi all’esterno dell’impianto.

Le protesi al silicone possono assumere inoltre forme diverse: 1) protesi tonde 2) protesi a goccia.

Le protesi rotonde al silicone sono decisamente consigliate per la loro forma anatomica alle pazienti che presentano un seno cadente. Grazie alla loro simmetria e alla forma molto semplice che le caratterizza sono piuttosto facili da posizionare, e difficilmente si possono verificare piccoli spostamenti della protesi stessa.

Le protesi del seno a goccia sono maggiormente consigliate alle donne che vogliono ottenere una forma molto naturale del seno, dopo l’intervento di mastoplastica additiva. Hanno tre dimensioni e per questo motivo il chirurgo dovrà posizionarle con grande precisione; in caso di spostamento della protesi questo sarebbe subito visibile esteticamente.

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