menu
Logo-IEIPrenota visita
menu
Logo-IEIPrenota visita

Carbossiterapia: cos'è e come funziona


26 Luglio, 2022
carbossiterapia cos'è e come funziona

Hai tanto sentito parlare della carbossiterapia ma non sai esattamente cos’è, e a cosa serve? Non temere, in questo articolo ti spiegheremo dalla A alla Z di cosa si tratta, e in particolare troverai tutti dettagli per capire:

- Che cos’è e come agisce

- Di cosa si tratta e a chi è consigliata

- Come funziona il trattamento, benefici e effetti collaterali, controindicazioni

Innanzitutto, vediamo insieme per quali inestetismi è consigliata. In realtà la carbossiterapia non viene utilizzata solo in medicina estetica, ma anche in medicina vascolare e in dermatologia.

Gli inestetismi e le malattie per cui è consigliata la carbossiterapia sono:

- La cellulite

- Il rilassamento cutaneo (detto “lassità cutanea”)

- Le adiposità localizzate

- Le smagliature

- L’invecchiamento cutaneo

- I disturbi del microcircolo, tra cui il fenomeno di Raynaud

- Le ulcere venose ed arteriose

- L’insufficienza venosa

- La psoriasi

- L’alopecia

Cos’è la carbossiterapia

Ma che cos’è esattamente la carbossiterapia? È un trattamento mini-invasivo che sfrutta l’iniezione sottocutanea o dermica di anidride carbonica allo stato gassoso, a scopi terapeutici.

Va precisato che l’anidride carbonica utilizzata nella carbossiterapia non è assolutamente tossica per l’organismo umano; in primis, perché viene rilasciata secondo determinati dosaggi ritenuti sicuri dal medico, inoltre l’apparecchio che ne regola la fuoriuscita viene sottoposto a controlli periodici. Queste procedure servono proprio a controllare che tutti gli aspetti del gas medicale siano ottimali (si verificano generalmente la purezza, il flusso e la temperatura).

Le iniezioni sottocutanee di anidride carbonica mirano in particolare a migliorare:

- Il microcircolo

- La cute

- Il tessuto adiposo

La carbossiterapia causa, infatti, un maggiore afflusso di sangue nei tessuti, oltre che una migliorata ossigenazione, e questi effetti sono utili per migliorare il microcircolo che può essere in sofferenza per svariati motivi (es. presenza di cellulite, ritenzione idrica, o altri problemi).

Un altro effetto benefico dell’iniezione sottocutanea di anidride carbonica è la stimolazione della lipolisi, ovvero quel processo che aiuta a sciogliere gli acidi grassi, facilitando la rimozione delle cellule adipose.

La cute inoltre riceve una sollecitazione positiva dalla carbossiterapia, poiché viene stimolata a produrre maggiormente collagene e fibre elastiche, ottenendo come risultato una pelle più elastica e tonica.

L’apparecchio utilizzato nella carbossiterapia è studiato per poter impostare in modo diverso il rilascio del volume di gas medicale, la velocità e la temperatura. Questi parametri vengono stabiliti dall’equipe medica, in modo da seguire gli svariati protocolli terapeutici indicati per ogni paziente, e personalizzando il più possibile il trattamento in base al problema e alla sensibilità della persona.

Il macchinario è dotato di un serbatoio, contenente l’anidride carbonica sterile, e di un flussimetro, che regola sia la temperatura che il flusso del gas.

La somministrazione del gas medicale si effettua mediante l’utilizzo di aghi molto sottili posizionati nel tessuto sottocutaneo o nel derma; per assicurare la massima igiene e sicurezza gli aghi utilizzati nel procedimento sono monouso, e sono collegati al macchinario della carbossiterapia mediante dei tubi sterili.

Se vuoi approfondire meglio il trattamento di carbossiterapia puoi cliccare qua.

Di cosa si tratta

La carbossiterapia, come spiegato all’inizio dell’articolo, viene utilizzata per eliminare la cellulite, soprattutto quando si presenta al primo o secondo stadio di gravità, ma in realtà viene utilizzata anche per altre problematiche estetiche o di tipo vascolare e dermatologico.

Quando viene utilizzata per rimuovere la cellulite gli effetti benefici della carbossiterapia sono molteplici, ovvero:

- Il tessuto adiposo si riduce, per effetto della lipolisi causata dall’azione dell’anidride carbonica

- L’effetto a buccia d'arancia della cute si attenua notevolmente, grazie al miglioramento del microcircolo

- La ritenzione idrica diminuisce, grazie alla dilatazione dei vasi sanguigni, che agevola l’apertura dei capillari

La carbossiterapia per contrastare la cellulite va effettuata in cicli di almeno 8/10 sedute, in ogni caso sarà il medico estetico a definire la durata e l’intervallo tra ogni seduta a seconda dell’entità dell’inestetismo.

Questo trattamento ha risultati molto efficaci anche nel contrastare altri inestetismi cutanei, come le borse sotto gli occhi e le cosiddette “zampe di gallina”, ovvero le rughe che si formano a raggiera intorno agli occhi, ma anche per rassodare collo e decolleté.

La carbossiterapia in questi casi ha un effetto quasi immediato, poiché aiuta a restituire un aspetto più fresco e giovanile, e a rassodare la pelle; questo avviene grazie al fatto che il rilascio di anidride carbonica migliora il microcircolo e la dilatazione della rete vascolare, inoltre stimola la rigenerazione cellulare.

Un altro inestetismo trattato con successo con la carbossiterapia sono le smagliature, nome comune per indicare le strie distense, ovvero quelle strisce antiestetiche che possono essere inizialmente rosso-violacee, per poi diventare bianche nel corso del tempo.

In questo caso il medico estetico inietta l’anidride carbonica a livelli cutanei più superficiali, il gas ha un notevole effetto vasodilatatore che ripristina un migliore flusso sanguigno nella zona trattata; inoltre la pelle diventa più elastica e tonica, grazie alla stimolazione dei fibroblasti, ovvero le cellule del tessuto connettivo che producono elastina e collagene.

I risultati migliori sulle smagliature con la carbossiterapia si ottengono maggiormente quando l’inestetismo è nella fase iniziale, e quindi quando si presenta con smagliature rossastre, ma si riescono ad ottenere buoni risultati anche con quelle di vecchia formazione. In questo caso il medico spesso associa alla carbossiterapia dei trattamenti con il peeling, per aumentare l’efficacia.

Come funziona

La carbossiterapia viene utilizzata in vari modi, a seconda dell’inestetismo su cui si vuole intervenire.

Quando viene effettuata per rimuovere la cellulite, il procedimento generalmente è questo: vengono praticate le microiniezioni di anidride carbonica nei punti affetti dalla cellulite (generalmente cosce, fianchi, glutei), l’ago agisce a diverse profondità anche a seconda della sua inclinazione.

Ad esempio, per rimuovere le cellule adipose ed attivare la lipolisi l’ago viene inserito più in profondità, oppure può essere posizionato più in superficie per migliorare il microcircolo e l’insufficienza venosa.

Ovviamente il trattamento di carbossiterapia viene modulato dal medico a seconda dello stadio della cellulite presentata dalla paziente; infatti per una cellulite al primo stadio, o edematosa, il trattamento sarà diverso rispetto allo stadio sclerotico, o terzo stadio.

Generalmente viene consigliato alla paziente di sottoporsi ad un’analisi termografica della cellulite, proprio per verificare l’effettiva condizione dei tessuti e classificare in modo preciso lo stadio dell’inestetismo. Tra l’altro l’analisi termografica ha il vantaggio di individuare la cellulite anche quando non è ancora visibile o quando non si avverte ancora attraverso la palpazione.

La durata di un trattamento di carbossiterapia, indipendentemente da quale inestetismo si voglia rimuovere, va generalmente dai 10 ai 30 minuti, e se ne consiglia almeno un ciclo di 8/10 sedute, che comunque verrà valutato con attenzione dal medico.

Il trattamento di carbossiterapia è del tutto sicuro e non causa reazioni allergiche; è quasi del tutto indolore, anche se la paziente può avvertire un leggero bruciore o fastidio nella zona trattata, e possono comparire dei piccoli ematomi.

L’effetto benefico della carbossiterapia è considerato piuttosto duraturo, infatti si protrae anche per oltre 1 anno, a patto che poi vengano periodicamente effettuate delle sedute di mantenimento per rendere stabile il miglioramento ottenuto.

Sebbene sia considerata un trattamento generalmente non invasivo, ci sono alcuni casi in cui la carbossiterapia può essere sconsigliata, ad esempio per le donne in gravidanza, oppure in presenza di insufficienza cardiaca, epatica, renale e respiratoria, o quando la paziente sia affetta da anemia, diabete o sia un soggetto predisposto a trombosi.

Se vuoi sapere se nel tuo caso specifico è consigliata la carbossiterapia o un altro trattamento di medicina estetica puoi rivolgerti tranquillamente a noi per un consulto personalizzato: ti aiuteremo a trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Siamo a tua disposizione!

Contattaci per informazioni o per prenotare la tua prima visita gratuita

Potrebbero interessarti

Vedi tutti gli articoli
newsletter
Iscriviti alla
Newsletter

Scopri segreti di bellezza, tendenze e offerte esclusive.

    magnifiercrosschevron-down