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Chirurgia estetica: silicone, addio


25 Febbraio, 2014

IEI-mastoplastica-additivaIl silicone è sempre stato un elemento automaticamente associato alla chirurgia estetica, ma le cose stanno cambiando in maniera radicale. Dagli Stati Uniti, vera e propria fucina di tendenze quando si parla di novità riguardanti l'estetica, arriva la notizia che ormai il 70% dei chirurghi estetici utilizza grasso già parte del corpo della paziente al posto delle protesi in materiale tecnico.

Si tratta della tecnica del grasso autologo, che consiste nel prelievo di piccole quantità di adipe da addome e cosce con l'ausilio di una piccola cannula. Una volta completato questo passo entra in gioco il momento della purificazione, step fondamentale per procedere al reinserimento del grasso nelle zone interessate all'intervento di chirurgia estetica.

L'effetto finale è quello di un filler riempitivo e il successo è legato soprattutto all'impatto visivo estremamente naturale. Anche dall'Italia arrivano pareri positivi in merito: sono diversi gli specialisti in chirurgia estetica che considerano buona questa nuova tendenza, soprattutto perché rappresenta un contesto in cui sono molto bassi i rischi di episodi di rigetto.

Le cellule di tessuto adiposo vengono utilizzate soprattutto per interventi di chirurgia estetica che coinvolgono il viso ma la tendenza sta vedendo un aumento delle operazioni anche nel resto del corpo, in particolare sul seno, una zona dove la chirurgia estetica si affianca alla medicina estetica rigenerativa, soprattutto in casi di ricostruzione dell'organo successivi a un intervento di asportazione di una massa tumorale.

Anche in questo contesto clinico sono però presenti dei dubbi legati proprio alla questione dello screening del tumore al seno: gli interventi di chirurgia estetica effettuati utilizzando cellule adipose provenienti dal corpo della paziente possono infatti rendere difficile il riconoscimento di eventuali formazioni cancerogene, rese poco visibili dal grasso impiantato. Un'altra problematica risiede invece nella stabilità di questo impianto e nella necessità di procedere, in alcuni casi, a un successivo intervento di chirurgia estetica effettuato sempre attraverso iniezione di cellule di tessuto adiposo.

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