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Jogging: mangiare durante la notte potrebbe favorire il miglioramento della resistenza


19 Settembre, 2023

Lo jogging è una tipologia di attività fisica molto amata. Alla portata di (quasi) tutti, permette di mantenersi in forma e socializzare e, nei casi in cui si passa tanto tempo in ufficio, è un toccasana per la mente come tutti i workout all'aria aperta. Gli obiettivi relativi alla corsa sono diversi e, tra questi, spicca la resistenza. 

Per chi punta a ottimizzarla, con tutti i vantaggi del caso per la forma fisica, potrebbe essere arrivata una buona notizia da uno studio pubblicato lo scorso giugno sulla prestigiosa rivista Nature Metabolism

Condotto da esperti attivi presso diverse realtà accademiche cinesi - p.e. la Army Medical University di Chongqing - è stato condotto su modelli animali, nello specifico topi.

Gli esperti hanno scoperto che le cavie sottoposte a una restrizione calorica diurna e invitate a mangiare nel corso delle loro usuali ore di sonno, ossia la mattina dato che i topi sono animali notturni, avevano aumentato, per la precisione raddoppiato, la loro resistenza durante la corsa.

La situazione è diversa da quella dell'uomo per diversi motivi, in primis per il fatto che, per noi, gli schemi circadiani sono totalmente opposti. Allora per quale motivo si è parlato di potenziale buona notizia per chi ama correre?

Perché, in generale, lo studio mette in primo piano una correlazione tra l'assunzione di cibo circoscritta in determinate ore della giornata e le prestazioni sportive, portando l'accento sul ruolo dei ritmi circadiani ai fini del mantenimento dell'efficienza del metabolismo.

In tutto questo, non bisogna dimenticare che, da anni ormai, in seno alla scienza ferve un dibattito sui benefici del digiuno intermittente per chi corre. C'è chi elogia schemi come il 16/8 - sedici ore di digiuno e le altre otto della giornata nel corso delle quali si può consumare cibo - e chi, invece, sottolinea i rischi per i livelli di energia e per la densità ossea di chi pratica jogging.

A supporto del primo punto di vista, si possono chiamare in causa lavori scientifici come questo piccolo studio irlandese, pubblicato nel 2020 e condotto su 23 corridori di sesso maschile. Invitati in maniera casuale a continuare la dieta abituale e a seguire un programma di digiuno intermittente 16/8 hanno palesato, nel caso del gruppo sperimentale appena menzionato, una riduzione della massa corporea (nessun effetto, invece, sulle performance sportive e sui risultati ottenuti con lo jogging).

Non resta quindi che alzarsi dal divano, indossare le scarpe giuste e, se possibile, farsi seguire da un coach esperto per impostare la tecnica giusta.

In questo modo, si avranno maggiori chance di ottenere risultati soddisfacenti, ai quali si arriva pure grazie all'alimentazione sana. Come gli esempi scientifici appena citati dimostrano, quando la si chiama in causa non conta solo il cosa si mangia, ma anche il quando. Il ritmo circadiano, ribadiamo, può influire sia sul metabolismo, sia sulle performance atletiche.

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