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Qual è la differenza tra biostimolazione e biorivitalizzazione?


8 Settembre, 2023

Nonostante vengano spesso utilizzati come sinonimi, la biostimolazione e la biorivitalizzazione sono due differenti interventi di medicina estetica completamente indolori, mirati a correggere gli inestetismi della pelle naturalmente causati dal processo di invecchiamento. Si tratta di procedure non invasive ed entrambe condividono la medesima tecnica di somministrazione, che prevede l’iniezione di sostanze idratanti e tonificanti all’interno della cute.

Tuttavia, mentre la biostimolazione si presta maggiormente a favorire la produzione di elastina presente nei tessuti, riducendo la visibilità delle rughe, la biorivitalizzazione sfrutta la biostimolazione e la biointegrazione per restituire turgore, lucentezza e morbidezza al derma, stimolando l’attività cellulare.

Scopriamo, più in dettaglio, quali sono le differenze tra queste due procedure mediche e tutto quello che c’è da sapere prima di sottoporsi ad un trattamento di biostimolazione o biorivitalizzazione.

Biostimolazione

La biostimolazione è una procedura medica estetica che si serve dell’iniezione di acido ialuronico per trattare i segni dell’invecchiamento della pelle. La presenza di rughe è infatti sintomo di un’eccessiva secchezza e disidratazione cutanea: la carenza di liquidi, causa primaria della diminuzione delle fibre di collagene e dell’elasticità della pelle, si traduce nella formazione di increspature cutanee particolarmente antiestetiche, che possono minare l’autostima dei pazienti.

Iniziare a sottoporsi a dei trattamenti di biostimolazione significa nutrire il derma in profondità e favorire il ricambio cellulare, che con il passare degli anni tende a rallentare notevolmente. Una maggiore rigenerazione dei tessuti cutanei rende possibile il naturale processo di esfoliazione degli strati più superficiali della pelle.

Questa particolare procedura può essere effettuata sul viso attraverso una tecnica a microponfi per rendere le rughe meno visibili, ma anche per preparare la pelle all’esposizione solare prima dell’estate e per limitare i danni causati dai raggi UV. Inoltre, l’iniezione intradermica di acido ialuronico può anche aiutare a contrastare le lassità del corpo e donare così un aspetto più tonico alla silhouette del paziente, agendo direttamente sulla produzione di collagene.

La biostimolazione garantisce un risultato di lunga durata: gli effetti si notano già nella settimana successiva al trattamento, ma con il passare dei giorni tendono ad intensificarsi sempre più. Tuttavia, per prolungare la durata dei risultati della procedura, è necessario effettuare periodicamente delle sedute di mantenimento in base alle indicazioni fornite dal medico di riferimento, almeno due volte all’anno.

Le iniezioni avvengono in regime ambulatoriale e prevedono l’inoculazione, tramite aghi corti e sottili, di una miscela di acido ialuronico, aminoacidi e vitamine, volti a contenere l’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle. Tra i principali benefici di questi principi attivi si trovano:

  • idratazione intensificata;
  • stimolazione dell’attività dei fibroblasti, responsabili della produzione del collagene;
  • protezione dai raggi solari UV.

Il trattamento è completamente indolore e non richiede alcun tipo di anestesia. In caso di fastidio, è possibile applicare un leggero strato di crema anestetica. Inoltre, ciascuna delle sostanze iniettate è totalmente biodegradabile, il che permette all’organismo di tollerare al meglio l’intervento.

Trattandosi di una procedura di medicina estetica, la biostimolazione causa effetti indesiderati molto rari e, anche in questi casi, tendono a scomparire nell’arco di qualche ora o al massimo pochi giorni. I pazienti più sensibili potrebbero notare lievi rossori o piccoli lividi circoscritti alle aree di inoculo, che possono essere celati con un sottile strato di make-up.

Biorivitalizzazione

Come la biostimolazione, anche la biorivitalizzazione è una procedura medica finalizzata alla correzione degli inestetismi della pelle. Si tratta di un intervento minimamente invasivo che stimola la rigenerazione cellulare integrando biostimolazione e biointegrazione: sottoponendosi a questo trattamento è quindi possibile incrementare il volume degli strati cutanei che, con il passare degli anni, hanno subito un assottigliamento, perdendo elasticità e morbidezza.

Il chirurgo effettua delle piccole iniezioni sullo strato dermico superficiale, servendosi di microaghi oppure di una cannula. La biorivitalizzazione prevede l’inoculazione di acido ialuronico non cross-linkato che, come accade nella biostimolazione, consente un’idratazione profonda della pelle. Correggendo la carenza di liquidi viene ridotta l’azione citotossica dei radicali liberi.

L’acido ialuronico può anche essere miscelato ad altre sostanze benefiche come aminoacidi e neuropeptidi allo scopo di favorire la produzione di collagene e potenziare l’effetto nutriente delle iniezioni. In ogni caso, la scelta del biorivitalizzante più indicato viene affidata al chirurgo, che identifica le componenti più indicate in base alla situazione di partenza del paziente.

La biorivitalizzazione è particolarmente indicata per tutti i pazienti al di sopra dei 30 anni che desiderano rallentare il processo di invecchiamento della pelle, ma anche per coloro che desiderano contrastare i segni dell’età già evidenti. L’azione idratante dell’acido ialuronico corregge lassità e cicatrici da acne, ma anche altri inestetismi molto comuni come cellulite e smagliature.

L’inoculazione può avvenire in diverse aree, a seconda delle necessità del paziente:

  • viso;
  • collo;
  • “collana di venere”, ovvero le rughe che attraversano orizzontalmente il collo;
  • decolleté;
  • braccia.

Per godere di risultati ottimali è necessario effettuare un ciclo minimo di sedute, stabilito dal medico in base alle esigenze del paziente. Generalmente, i primi cambiamenti si notano dopo circa tre sedute. Per massimizzare l’efficacia dei trattamenti, la procedura di biorivitalizzazione viene solitamente preceduta da una fase preparatoria, durante la quale viene eseguito un peeling sulla zona della cute da trattare.

Quando si sceglie di sottoporsi ad un’operazione di biorivitalizzazione per ridurre gli inestetismi cutanei è necessario considerare che questa procedura non produce risultati definitivi. Al contrario, occorre effettuare periodicamente delle sedute di mantenimento per prolungare la durata dei benefici del trattamento.

Solitamente i pazienti vedono gli effetti della biostimolazione già dopo la seconda iniezione e i miglioramenti aumentano gradualmente con il passare delle sedute. Una volta concluso il ciclo di trattamenti stabilito dal medico di riferimento, la durata dei risultati può variare in base a svariati fattori soggettivi:

  • la tipologia di prodotti impiegati;
  • l’area trattata;
  • le condizioni iniziali della pelle del paziente e il grado di invecchiamento del derma;
  • la risposta soggettiva alle iniezioni.

A differenza di quanto accade per la biostimolazione, la biorivitalizzazione prevede l’esecuzione di quattro trattamenti a intervalli di due settimane, mentre l’ultimo viene solitamente programmato a distanza di 30 giorni dal precedente. In ogni caso, la cadenza e il numero di sedute vengono stabiliti dal medico in base alle condizioni iniziali del paziente e al modo in cui il derma risponde alle iniezioni.

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