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Dieta 16:8, il digiuno intermittente che aiuta a tenere sotto controllo l'insulina


26 Gennaio, 2017

dieta

Diciamolo chiaramente: uno dei maggiori problemi quando si inizia una dieta riguarda la pigrizia. Tra dosi da ricordare e menu specifici per ogni pasto della giornata può diventare faticoso star dietro a tutto. Quando si hanno tanti impegni da incastrare e far quadrare poi è ancora peggio!

Non bisogna però disperare, in quanto le soluzioni per dimagrire esistono e una delle più efficaci è la dieta 16:8. A cosa si riferiscono questi numeri? Allo schema del regime, che prevede di concentrare i pasti in un lasso di tempo pari a 8 ore e di restare a digiuno per le restanti 16 della giornata. Conosciuta anche come digiuno intermittente, questa dieta consente di ripristinare una corretta sensibilità all'insulina e di ottimizzare il recupero muscolare.

Quali sono i consigli per seguirla al meglio? In generale si suggerisce, durante le 16 ore di digiuno, di consumare liquidi e ortaggi. Molto importante è anche fare attenzione all'orario dell'allenamento, evitando di fare sport dopo cena e di superare i 90 minuti di esercizio.

I vantaggi di questo regime alimentare sono diversi e riguardano prima di tutto l'insulina, i cui livelli possono essere minimizzati senza stressare eccessivamente il nostro organismo, che riceve una quantità ridotta di calorie proprio nelle ore in cui ne ha meno bisogno. Chiaro è che non bisogna assolutamente esagerare! Ciò significa seguire la dieta 16:8 per massimo sette giorni al mese. Se anche dopo questo piccolo sforzo i risultati non dovessero rivelarsi soddisfacenti si può sempre optare per la medicina e la chirurgia estetica.

Per chi punta a rimettersi in forma sono ottimi la mesoterapia e il BodyTite. La prima è un trattamento che prevede micro iniezioni di farmaci scelti dal medico e finalizzati al contrasto della ritenzione idrica. Il BodyTite è invece una rivoluzionaria soluzione di chirurgia estetica mini invasiva perfetta per chi vuole sconfiggere il grasso localizzato. Il suo funzionamento si basa sull'azione di un manipolo che, lavorando ad alte temperature e a una profondità contenuta, permette di degradare le cellule lipidiche e di ricompattare la pelle.

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