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Come si effettua una mastopessi?


22 Gennaio, 2013

L’intervento chirurgico di Lifting del Seno può essere indistintamente effettuato con o senza l’utilizzo di protesi mammarie a seconda delle preferenze della paziente. Nel caso in cui consideri soddisfacente il volume del suo seno, è possibile effettuare una Mastopessi semplice, qualora invece voglia aumentarne il volume, e allo stesso tempo risollevarlo, sarà indicato un intervento di Mastopessi con protesi.

Tutti i chirurghi dello staff medico dell’Istituto Estetico Italiano prediligono l’utilizzo di tecniche Short Scar, ovvero tutti quegli interventi in cui si riesce a rendere l’incisione invisibile o comunque molto corta e ben nascosta.

Le tecniche chirurgiche che sono state descritte al fine di effettuare un Lifting del Seno, sono moltissime e con varianti talvolta poco rilevanti.

Pertanto, al fine di semplificarne la descrizione, le suddivideremo in due categorie principali:

  • Mastopessi “Round Block”
  • Mastopessi con cicatrice verticale

La Mastopessi “Round Block”:

la Mastopessi “Round Block” o con cicatrice “Periareolare” è una delle tecniche di scelta dei chirurghi dell’Istituto Estetico Italiano.

Con questa tecnica, laddove le indicazioni della paziente lo consentano, è possibile risollevare il seno praticando un’incisione solamente intorno al bordo dell’areola mammaria rendendo la cicatrice praticamente invisibile.

I vantaggi di questa tecnica consistono nella rapidità e semplicità di esecuzione, in un recupero post-operatorio molto rapido, paragonabile a quello di una Mastoplastica Additiva, e un risultato finale estremamente naturale soprattutto grazie ad una cicatrice pressoché invisibile.

L’unico svantaggio di questa tecnica è che non trova indicazione in tutte le pazienti che necessitano di un Lifting del Seno. Mammelle con un grado di ptosi molto elevato (ovvero estremamente calate), non possono essere risollevate con la sola cicatrice “Periareolare”.

La Mastopessi con cicatrice verticale:

nel caso in cui la mammella sia molto scesa è indicata una Mastopessi con cicatrice verticale.

La tecnica di scelta dei chirurghi dell’Istituto Estetico Italiano, è la tecnica di “Lejour”, che consente di limitare l’incisione, oltre a quella “Periareolare”, ad una piccola verticale di circa 5 cm che dal capezzolo scende verso il solco sotto mammario.

I vantaggi di questa tecnica consistono nella possibilità di risollevare e soprattutto rimodellare mammelle molto calate e con ptosi di grado severo. Allo stesso tempo la Mastopessi di “Lejour” consente di essere dimessi in giornata, ed un recupero post-operatorio piuttosto veloce.

L’unico svantaggio di questa tecnica è, secondo alcune pazienti, la presenza della piccola cicatrice verticale, ma in effetti 6-12 mesi dopo l’intervento, nella maggior parte dei casi è pressoché invisibile.

Nei casi più estremi, come per esempio, in quei seni in cui il capezzolo e notevolmente più basso rispetto al solco sottomammario, sarà necessario associare alla cicatrice verticale anche un’incisione orizzontale. Questa tuttavia risulta ben tollerata dalla paziente in quanto si nasconde perfettamente nel solco sottomammario.

Come negli interventi di Mastoplastica Additiva, laddove sia necessario associare al Lifting del Seno l’utilizzo di una protesi mammaria, questa può essere posizionata con 3 tecniche principali:

  1. Posizionamento Retroghiandolare
  2. Posizionamento Retromuscolare
  3. Posizionamento Dual Plane (Parzialmente Retromuscolare)

Tecnica Retroghiandolare:

la protesi mammaria viene inserita dietro la ghiandola mammaria e davanti al muscolo pettorale. È una tecnica particolarmente indicata per le donne che hanno un buon spessore del tessuto mammario talvolta accompagnato da una leggera ptosi (rilassamento della mammella in seguito ad allattamenti).

I vantaggi di questa tecnica consistono nella grande facilità di esecuzione, nel buon controllo della forma da ottenere, nella consistenza piuttosto naturale della mammella stessa, e con un decorso post-operatorio molto rapido.

Gli svantaggi consistono nella maggiore visibilità del bordo della protesi, soprattutto nelle pazienti con pelle sottile o che richiedono protesi di grandi dimensioni.

Tecnica Retromuscolare:

la protesi mammaria viene inserita totalmente dietro il muscolo grande pettorale e parte del muscolo dentato. È una tecnica particolarmente indicata per pazienti con scarsissimo spessore del tessuto mammario.

I vantaggi principali di questa tecnica consistono in una ridotta visibilità dei bordi della protesi con conseguente risultato estremamente naturale nella forma. Inoltre questa tecnica rende più semplice l’esecuzione di esami di controllo, come la mammografia, e riduce quasi a zero l’incidenza della contrattura capsulare.

Gli svantaggi consistono in una mammella piuttosto dura al tatto e che varia di forma a ogni contrazione del muscolo, oltreché ad un decorso post-operatorio più lungo.

Tecnica Dual Plane (Parzialmente Retromuscolare):

viene considerata oggi il “Gold Standard” tra gli interventi in cui viene posizionata una protesi mammaria.

L’esperienza internazionale dei chirurghi dell’Istituto Estetico Italiano fa sì che la tecnica Dual Plane sia la tecnica di scelta nella maggior parte dei nostri interventi di Mastopessi con protesi.

Questa tecnica, da molti considerata l’evoluzione della tecnica Retromuscolare, consiste nel posizionare la protesi solo dietro al muscolo grande pettorale senza toccare gli altri muscoli della parete toracica e lasciando quindi la parte inferiore della protesi libera, in posizione Retroghiandolare.

Essendo comunque la protesi posizionata per circa il 75% della sua superficie dietro il muscolo, questa tecnica ha tutti i vantaggi di quella Retromuscolare quali la ridotta visibilità dei bordi della protesi, la possibilità di ottenere una forma estremamente naturale sia con protesi anatomiche (a goccia) sia rotonde, e non ultima la facilità di esecuzione di esami diagnostici, come la mammografia.

Lasciando poi il bordo inferiore libero si riesce a ovviare a tutti gli svantaggi della tecnica Retromuscolare ottenendo quindi una mammella di consistenza molto morbida e che non varia di forma durante le contrazioni del muscolo pettorale. Il decorso post-operatorio inoltre è molto rapido, più simile a quello di una tecnica Retroghiandolare.

Una volta concluso lintervento chirurgico del seno è applicato un bendaggio compressivo che sarà rimosso alla prima medicazione (dopo circa 5 giorni) dal personale specializzato presso gli studi dell’Istituto Estetico Italiano.

I drenaggi non sono solitamente necessari in seguito all’intervento di Mastopessi. Sono utilizzati molto raramente e solo in casi con particolari indicazioni.

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